ROSSO NATALE PARTE 3

Posted on 05 Nov 2015 in Letteratura


Decisi di recarmi all’appuntamento e se il mittente del messaggio si fosse accorta che non ero il destinatario avrei semplicemente spiegato la situazione, non potevo fare altrimenti.
In attesa dell’appuntamento trovai un testo molto interessante che si riferiva ad un antico manufatto chiamato la Rosa Nera, un gioiello dhe nascondeva poteri inimmaginabili, anche se questi non venivano precisati, probabilmente si trattava di qualcosa di terribile,  in grado di “distruggere il mondo”, come al solito, di qualunque cosa si trattasse si sarebbe verificata solo se il gioiello fosse stato colpito dalla luce di una luna rossa, condizione che si sarebbe verificata proprio quella sera.

Comunque sia, secondo il testo, la Rosa Nera si trovava nei sotterranei dell’Università.
All’ora stabilita scesi in biblioteca e dopo qualche minuto arrivò Dario:
-Cosa ci fai qui? Mi chiese.
-Ho trovato un biglietto che dava appuntamento qui-risposi tranquillamente io.
-Dove?-chiese lui.
-Vicino all’ultima vittima-risposi io-Sai cosa sta succedendo? Se è così devi dirmelo, comincio ad avere un po’ di paura.
-Si, forse posso aiutarti-disse lui-credo di aver visto una ragazza mascherata dirigersi verso la portineria.
-Ma come è possibile?-chiesi perplesso.
-Non ne ho la minima idea rispose lui -ma, a quanto pare, tu sei l’unico abbastanza sveglio da riuscire ad arrivare in fondo a questa faccenda.
Decisi di condividere la mia ultima scoperta con lui, parlandogli del gioiello e del testo che avevo appena trovato, dicendogli che, secondo me, si trattava del principale movente dei delitti, dato che, stando a quanto letto, quest’ultimo si trovava da qualche parte nell’Università, mi diressi, successivamente, verso l’ufficio.

Volevo andare a prendere un caffè per calmarmi i nervi, quindi presi il portafogli,

Stranamente Salvatore chiese di poter venire con me, evidentemente non voleva rimanere in quell’ufficio che ora aveva un aspetto piuttosto inquietante, grazie al crescente utilizzo di decorazioni natalizie impiegate come armi da parte di uno sconosciuto che aveva iniziato un gioco pericolosissimo che, però, sembrava divertirlo molto.


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ROSSO NATALE PARTE 2

Posted on 30 Ott 2015 in Letteratura


Ad un certo punto partì una musichetta che riconobbi subito come Bianco Natale ma che, gradualmente, iniziò a diventare sempre più lenta e cupa, fino a ridursi ad un semplice sfondo, lasciando spazio all’inquietante messaggio di una voce femminile fortemente modificata che iniziò a parlare
-Benvenuti!-disse-So che vi starete chiedendo chi io sia e perché vi abbia invitato qui, lasciate che vi risponda dicendovi che ognuno di voi ha avuto una storia con me, anche se, forse, non potete ricordarvelo. Mi avete tradita e abbandonata poco prima di Natale e per questo la pagherete tutti, uno ad uno.
Dopo queste parola la luce si spense per alcuni minuti, durante i quali mi sembrò di sentire qualcuno urlare.

Al suo ritorno, analizzando un po’ la scena, vidi che qualcuno aveva usato il puntale dell’albero di Natale come una sorta di pugnale che ora si trovava vicino al corpo di Mario e fu allora che compresi che non si trattava di uno scherzo e che l’assassino, chiunque fosse, stava utilizzando queste decorazioni come una sorta di armi.

Che macabro senso dell’umorismo!
Cercai di chiamare aiuto, utilizzando il telefono dell’ufficio ma mi accorsi che qualcuno aveva tagliato la linea; provai ad utilizzare il cellulare, non ottenni risposta, non c’era segnale, tentai anche di farmelo prestare da qualcun’altro dei presenti, pensando che fosse solo un problema di operatore, ma ottenni lo stesso risultato.

Stavamo ancora cercando di capire cosa fosse successo quando la luce si spense per la seconda volta e al suo ritorno ci ritrovammo con un’altra vittima.
Questa volta era toccato a Carl, strangolato con il filo delle luci dell’albero di Natale.

Lo raccolsi, forse pensando che avrebbe potuto servirmi più avanti, anche se non sapevo ancora a cosa.

Trovai anche un biglietto che diceva “Appuntamento alle tre in biblioteca, so chi è l’assassino”.

Immaginai che qualcuno doveva aver approfittato di quei pochi minuti in cui la luce era saltata per infilarlo lì, magari non accorgendosi che, nel frattempo, l’assassino aveva colpito ancora.


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ROSSO NATALE PARTE 1

Posted on 29 Ott 2015 in Letteratura


 

Mi sono sempre ritenuto un ragazzo abbastanza calmo e con una vita abbastanza tranquilla, anche se, a volte, vorrei che le cose subissero una certa “scossa” e che succedesse qualcosa di “eccitante”.
Se quel giorno avessi saputo ciò che mi aspettava sarei stato ben felice che le cose rimanessero così com’erano.
Ero in camera mia e stavo controllando la posta elettronica, come di consueto, quando trovai uno stranissimo messaggio, senza mittente, con l’oggetto “Festa di Natale in ufficio”.

Incuriosito decisi di aprirlo e fui felice quando mi accorsi che quest’ultimo proveniva dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Decisi allora di stampare il messaggio e di mostrarlo ai miei genitori, dato che qualcuno mi avrebbe pur dovuto accompagnare:
-Che bello!-disse mia mamma-così potrai rivedere tutti i tuoi amici dell’Università e far loro gli auguri!
-Lo accompagno io-disse mio papà
Sfortunatamente quella sera avremmo avuto ospiti, quindi, dopo avermi accompagnato, mio papà tornò a casa, con la solita “promessa” che l’avrei chiamato una volta finito.
Quando rimasi solo iniziai a salutare e a socializzare con tutti gli invitati.

Per un motivo sconosciuto erano quasi tutti miei compagni di scuola degli anni passati e qualche amico dell’Università, come Salvatore, timido e riservato ragazzo siciliano che si era ritirato da poco, pallido e magro come sempre, anche se, fortunatamente, non così tanto da far pensare a gravi problemi di salute, Carl, l’unico ragazzo straniero incontrato fino a quel momento, proveniente dal Camerun e Mario, uno degli ex-collaboratori dell’ufficio, alto, magro e vestito sempre in modo molto appariscente, come se cercasse di attirare l’attenzione, cosa che, probabilmente, tentava di fare ed insieme cominciammo ad interrogarci su cosa potesse significare quel misterioso invito che tutti avevamo ricevuto, più o meno, nello stesso momento.
Per qualche ragione notai, inoltre, che quasi tutti i ragazzi invitati erano abbastanza alti, magri e coi capelli neri, dettaglio apparentemente irrilevante, ma aggiunto a tutto il resto, come l’invito misterioso, la quasi totale assenza di “adulti” e il fatto di essere tutti maschi, mi parve un fatto abbastanza strano. Probabilmente il nostro “ospite misterioso” aveva un “canone di bellezza” molto particolare, decisi comunque, di non soffermarmi più di tanto su tale dettaglio e di tenerlo per me, dal momento che, in fondo, era un’osservazione superficiale, senza nessuna importanza.


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DIMENTICA IL MIO NOME RECENSIONE

Posted on 01 Ott 2015 in Letteratura


Titolo: Dimentica il mio nome
Autore: Zerocalcare
Editore: BAO Pubblishing
Anno: 2014

INTRODUZIONE
La morte è un evento sconvolgente che, sfortunatamente, prima o poi, tocca tutti, dato che nessuno di noi è eterno.

Quando questo avvenimento tocca un nostro parente ci si deve dare da fare per recuperare ed inscatolaew i suoi effetti personali, decidendo, eventualmente, cosa buttare via.

Durante questa delicata operazione, però, può capitare di imbattersi in oggetti che ci rivelano particolari nascosti e possibilela storia segreta del defunto.

Vediamo come viene reso questo aspetto nella nuova opera del popolare blogger e fumettista romano.

TRAMA
Dimentica il mio nome è l’ultimo libro, in ordine di pubblicazione, dell’autore e blogger romano conosciuto in rete con lo pseudonimo di Zerocalcare.

La storia inizia con la morte della nonna materna di Zero e il tentativo di recupero di un anello al quale la donna teneva particolarmente.

Durante le ricerche del gioiello, insieme all’inseparabile amico Secco, il ragazzo avrà la possibilità di riflettere sulla storia della propria famiglia e più avanti di scoprire una sorprendente verità.

OPINIONI
Dimentica il mio nome è un libro, a mio parere, molto più maturo, rispetto alle opere precedenti, anche se la storia, inizialmente emozionante e a tratti quai commovente, prenderà, ben presto una piega che potremmo definire tr il surreale ed il fiabesco, con l’entrata in scena dicreature appartenenti all’ambiente naturale che qui assumono connotati molto particolari.

SCRITTURA
Il libro è, come di consueto, scritto in stile fumettistico, quindi fa uso, principalmente, di vignette che conferiscono alla narrazione un ritmo molto veloce.

Abbandonati i riferimenti alla cultura pop anni Ottanta, questa volta, l’attenzione è tutta concentrata sulla storia, molto originale e toccante.

I personaggi, forse, non sono molto caratterizzati, ma questo è voluto, per conferire un’aura di mistero che invoglia il lettore a proseguire con la storia.

CONCLUSIONI
Una bellissima opera, che ci mostra quanto poco possiamo sapere di una persona che credevamo di conoscere a fondo e qunte cose si possono sapere sul suo conto cercando tra i suoi oggetti personali.


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BONE RECENSIONE

Posted on 18 Giu 2015 in Letteratura


Titolo: Bone
Autore: J.Smith
Editore: Panini Comics
Anno: 1996

JNTRODUZIONE
Normalmente si crede che la commedia e l’epica siano due generi distinti e seperati.

Se parliamo di letteratura classica, quella che quasi tutti abbiamo studiato a scuola, è vero, tuttavia, a volte, è possibile assistere ad esperimenti, più o meno riusciti, di fusione tra questi due generi o meglio di passaggio da un genere all’altro.

Esaminiamo più nel dettaglio quest’opera, per tentare di comprendere meglio tale concetto.

STORIA
Bone è un fumetto, articolato in più volumi, che racconta la storia di un gruppo di strane creature, che, esiliato dalla propria città a causa di uno scherzo finito male, si perde nel deserto.

Le creature verranno poi accolte ed ospitate a casa di una giovane ragazza, di cui uno dei tre si innamorerà, e di sua nonna.

Purtroppo, però, essi verranno anche a conoscenza di un grave conflitto tra gli umani ed una strana razza di ceature giganti e pelose, definite “rattodonti”, comandata da uno strano personaggio, noto con il nome di Incappucciato.

OPINIONI
Personalmente ho apprezzato molto Bone, ritenendolo un fumetto che rappresenta, in qualche modo, un passaggio di genere dalla commedia a racconti di respiro decisamente più ampio ed epico.

I primi numeri, infatti, rappresentano un discreto esempio del primo stile, riuscendo, qualche volta, a strappare un sorriso.

Si passa. poi. al racconto vero e proprio del conflitto tra umani e “rattodonti” e tutto si fa decisamente molto più cupo e misterioso, raccontandoci anche le vere origini e svelandoci la vera identità delle donne che accolgono le tre creature in casa propria.

SCRITTURA
Trattandosi di un fumetto la scrittura appare abbastanza semplice e veloce, con vignette che si susseguono ad un ritmo molto rapido, anche se, come detto prima, dopo i primi due numeri, di registro un po’ più comico, viene dato maggior rilievo alla lotta tra umani e rattodonti.

Un cambiamento di stile che, inizialmente può spiazzare, ma al quale ci si abitua subito.

CONCLUSIONI
Un’ottima opera che rappresenta, sicuramente, un’occasione per tutti gli appassionati di fumetti.

È possibile reperire, magari via Internet, anche due videogiochi, ispirati ai primi due capitoli della serie.


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DODICI RECENSIONE

Posted on 15 Giu 2015 in Letteratura


Titolo: Dodici
Autore: Zerocalcare
Editore: BAO Pubblishing
Anno: 2013

INTRODUZIONE
Cosa si ottiene incrociando una serie televisiva discretamente famosa negli anni passati come 24 con uno dei più grandi successi televisivi degli ultimi tempi, The Walking Dead, ovviamente oppotunamente parodiati?

Vediamolo insieme più nel dettaglio

STORIA
Dodici è un libro a fumetti, ultima opera del fumettista romano Zerocalcare.

La storia inizia tre mesi dopo una misteriosa epidemia che ha colpito il quartiere romano di Rebibbia.

Fin da subito facciamo la conoscenza di un misterioso nuovo personaggio, Katja, che si avventurerà, insieme ai protagonisti Secco e Cinghiale in un perisoloso viaggio per fuggire dal quartiere.

Il gruppo dovrà anche affrontare il ferimento di Zero, che i ragazzi credono aggredito dal Pturnia, un individuo che, qualche tempo prima, si era offerto di aiutare i ragazzi a fuggire col proprio furgone.

Il tutto si conclude in maniera inaspettata.

OPINIONI
Non ho mai visto né 24 né The Walking Dead ma conosco abbastanza bene lo stile dell’uno e le temetiche dell’altro.

I protagonisti di Dodici hanno, infatti, un tempo limitato, appunto docdici ore, per radunare le proprie cose e lasciare il quartiere, il che conferisce a questo libro un ritmo molto frenetico.

Si tratta seriamente di una questione di vita o di morte, non c’è un minuto da perdere!

SCRITTURA
Per questo libro Zerocalcare adotta uno stile decisamente più sobrio e povero di citazioni, preferendo, forse, concentrare l’attenzione del lettore maggiormente sulla trama.

Gli unici rimandi rintracciabili sono rierite a due serie tv molto conosciute, Ken il Guerriero e la già citata The Walking Dead, la prima vista, forse, da uno dei protagonisti, come massimo esempio di dedizione e sacrificio e la seconda utilizzata maggiormente per il suo valore “pratico”, una sorta di guida su come sopravvivere ad un attacco zombie.

CONCLUSIONI
Un’opera diversa, originale non tanto per le tematiche trattate, quanto per lo stile utilizzato.

Consigliata ai fansi del fumettista romano e dei racconti apocalittici a tema zombie.


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