Vienna, sabato 16 maggio. Pioggia battente fuori dalla Wiener Stadthalle, tremila manifestanti in piazza contro la partecipazione israeliana, tensione dietro le quinte. E poi, in mezzo a tutto questo, una ragazza di 27 anni di Varna sale sul palco, trasforma l’arena in una festa balcanica e porta la Bulgaria alla sua prima vittoria nella storia dell’Eurovision Song Contest.
La 70esima edizione della kermesse europea va a Dara con il brano Bangaranga, 516 punti in classifica e un vantaggio di 173 punti sul secondo classificato che non lascia spazio a interpretazioni. Non è stata una gara, alla fine. È stata una fuga.
Chi è Dara
Darina Nikolaeva Jotova, in arte Dara, è nata nel 1998 a Varna, nel nord-est della Bulgaria. Il grande pubblico l’ha conosciuta nel 2015 grazie a X Factor Bulgaria, dove si classificò terza. Da quel momento la sua carriera è cresciuta rapidamente fino a trasformarla in una delle artiste più ascoltate del Paese, con brani come Thunder, Call Me e Mr. Rover che vantano più di 80 milioni di visualizzazioni. Il suo stile mescola pop elettronico, influenze balcaniche e sonorità internazionali. Bangaranga, che in bulgaro significa “Caos”, è stato presentato come un inno alla libertà personale e alla ribellione.
Sul palco di Vienna ha portato esattamente questo: energia caotica e controllata allo stesso tempo, coreografie scatenate, un ritmo ossessivo che il pubblico dell’arena ha adottato in pochi secondi. Per la Bulgaria si tratta di un successo storico: nel 2017 era arrivata seconda, mai oltre. L’anno prossimo l’Eurovision si terrà a Sofia.
Sal Da Vinci, quinto e commosso
Per l’Italia questa edizione resterà comunque nella memoria. Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo 2026, è arrivato a Vienna con quote da outsider, ottavo secondo i bookmakers, e ha chiuso quinto con 281 punti. Esibitosi per ventiduesimo, l’artista napoletano è stato accolto dalla Wiener Stadthalle con grande calore e gente che gridava “Viva Italia!”. Alla fine dell’esibizione un’ovazione, e il cantante non ha retto all’emozione ed è scoppiato in lacrime.
Sebbene i bookmakers lo pronosticassero ottavo, Sal si è piazzato secondo al termine dei voti delle giurie di qualità, per poi scivolare in quinta posizione dopo il televoto. Un risultato che per un cantante napoletano di 63 anni, alla sua prima Eurovision, vale come una vittoria. È lo stesso piazzamento di Lucio Corsi l’anno scorso.
In settimana, il ministro del turismo Gianmarco Mazzi aveva anticipato che Sal Da Vinci sarà uno degli ambasciatori della candidatura della canzone napoletana classica a patrimonio Unesco. Il 5 giugno, dall’Arena di Verona, parteciperà all’evento di lancio insieme a Massimo Ranieri, Gigi D’Alessio, Placido Domingo e Patti Smith.
Israele, i fischi e le contestazioni
La parte più pesante della serata è stata quella che ruotava attorno alla presenza israeliana. La tensione non si è spenta nemmeno durante la finale. Al momento dell’assegnazione dei voti, dentro la Wiener Stadthalle sono partiti chiaramente dei fischi ogni volta che Israele scalava la classifica. Noam Bettan, in gara con Michelle, ha chiuso secondo a 343 punti, trascinato principalmente dal televoto.
La serata finale si è svolta tra imponenti misure di sicurezza e si è conclusa un’edizione che per il terzo anno consecutivo è stata dominata dalle polemiche sulla partecipazione di Israele, con il boicottaggio deciso da Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia per la guerra a Gaza. Nel pomeriggio, davanti all’arena, tremila persone avevano manifestato in una marcia pro-Palestina a cui aveva partecipato anche l’ambasciatore palestinese Salah Abdel Shafi.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha commentato il secondo posto su X come una risposta alle campagne di boicottaggio internazionali.
La classifica finale
Questi i risultati completi della finale di Vienna:
- Bulgaria, Dara, Bangaranga: 516 punti
- Israele, Noam Bettan, Michelle: 343 punti
- Romania, Alexandra Capitanescu, Choke Me: 296 punti
- Australia, Delta Goodrem, Eclipse: 287 punti
- Italia, Sal Da Vinci, Per sempre si: 281 punti
- Finlandia, 6° posto
La favoritissima Finlandia ha chiuso soltanto sesta. A chiudere la classifica la Gran Bretagna, con l’Austria, Paese ospitante, in penultima posizione.
Per l’Italia si tratta del nono anno consecutivo in top 10. Una continuità che dice molto su come il paese stia finalmente imparando a prendere l’Eurovision sul serio.
Una finale che era molto di piu
A bocce ferme, la sensazione è che l’Eurovision Song Contest 2026 sia stato molto più di una gara musicale. Dietro le luci della Wiener Stadthalle, dietro i fuochi, i coriandoli e il trionfo bulgaro di Bangaranga, resta una finale nervosa, politica, emotiva. La cantante ucraina Viktorija Leleka ha urlato “Slava Ukraini!” dal palco. I manifestanti fuori chiedevano il ritiro di Israele. Dentro, un’arena che cercava di fare festa nonostante tutto.
Alla fine le ha vinte Dara, con la sua canzone sul caos. Difficile scegliere metafora più adatta per descrivere questa edizione.