Carnival Row: recensione della serie Amazon con Orlando Bloom tra fate e misteri vittoriani
Titolo: Carnival Row
Nazione: USA
Anno: 2019
Piattaforma: Amazon Prime Video
Con: Orlando Bloom, Cara Delevingne, Tamzin Merchant, David Gyasi
Episodi: 8 (prima stagione)
Introduzione
Londra vittoriana, ma con fate, troll e fauni. Detective, serial killer e tensioni sociali, ma in un mondo dove le creature fantastiche sono rifugiate di guerra. Carnival Row è uno degli esperimenti più ambiziosi del fantasy televisivo recente: una contaminazione tra steampunk, noir e allegoria politica che non ha molti precedenti nel panorama delle serie.
Trama
Carnival Row è ambientata in una città che ricorda da vicino la Londra vittoriana, dove creature fantastiche come fate, fauni e gnomi si sono rifugiate dopo che la loro terra è stata devastata da una guerra tra potenze coloniali umane. Questi esseri, chiamati “creaidi”, vivono in condizioni di emarginazione e discriminazione nel quartiere di Carnival Row. Il detective Philo, umano con un passato misterioso legato al mondo delle creature, si ritrova a indagare su una serie di omicidi brutali mentre cerca di tenere nascosta la sua relazione con Vignette, una fata fuggita dalla guerra. Sullo sfondo, le tensioni politiche e sociali della città si avvicinano al punto di rottura.
Opinioni
Carnival Row è una serie che ho apprezzato molto per l’originalità della sua premessa. Il filone steampunk, che mescola ambientazioni d’epoca con elementi fantastici e tecnologici anacronistici, viene usato qui non come estetica fine a se stessa ma come contenitore per una riflessione sul razzismo, sull’immigrazione e sulla convivenza difficile tra culture diverse. Il messaggio è esplicito ma non predicatorio, e il mondo costruito dalla serie è abbastanza ricco da reggere diversi livelli di lettura.
Orlando Bloom è convincente nel ruolo dell’investigatore tormentato, e Cara Delevingne sorprende positivamente come Vignette: il personaggio ha una forza e una coerenza che non ti aspetti. La serie ha qualche difficoltà a bilanciare le diverse linee narrative, e a tratti si ha la sensazione che si vogliano mescolare troppe cose, ma l’insieme funziona.
Tecnicamente
La produzione è sontuosa: le scenografie ricostruiscono un’epoca con cura, i costumi delle creature sono elaborati e credibili, e la fotografia dai toni cupi e atmosferici crea un’identità visiva forte e riconoscibile. Gli effetti visivi per la realizzazione delle creature fantastiche sono di buon livello, con le ali delle fate e le caratteristiche fisiche dei fauni rese in modo convincente. La serie è tratta da un soggetto originale di Travis Beacham, non da un fumetto, e questo le conferisce una certa libertà narrativa.
L’allegoria sociale
Carnival Row funziona anche come metafora della condizione dei rifugiati e delle minoranze nelle società contemporanee. Le creature fantastiche che fuggono dalla guerra e si trovano a vivere in una città che le teme e le discrimina riflettono dinamiche molto reali, e la serie non evita di prendere posizione. Chi cerca solo intrattenimento fantasy lo troverà, ma chi vuole qualcosa di più troverà anche quello.
A chi è consigliato
Carnival Row è la scelta giusta per gli appassionati di fantasy che cercano qualcosa di diverso dai draghi e dalle spade. Il tono noir e gotico, l’ambientazione vittoriana e il sottotesto sociale la rendono unica nel suo genere. Disponibile su Amazon Prime Video.
Conclusioni
Una serie ambiziosa e ben realizzata, che usa il fantasy per dire qualcosa di reale sul mondo in cui viviamo. Non è perfetta, ma ha personalità e un mondo da esplorare.
Voto: 7.5/10
