Catwoman: recensione del film del 2004 con Halle Berry nei panni della felina DC
Titolo: Catwoman
Nazione: USA
Anno: 2004
Regia: Pitof
Con: Halle Berry, Sharon Stone, Benjamin Bratt, Lambert Wilson
Durata: 104 minuti
Introduzione
Prima che il Marvel Cinematic Universe cambiasse per sempre le regole del cinecomic, Hollywood ha prodotto una serie di esperimenti sul genere con risultati molto variabili. Catwoman del 2004 è uno dei casi più discussi: un film che ha provato a costruire un franchise su un personaggio dell’universo DC senza inserirlo in un contesto condiviso, pagando il prezzo di un’eccessiva autonomia narrativa.
Trama
Catwoman racconta la storia di Patience Phillips, grafica pubblicitaria che lavora per un’azienda cosmetica in procinto di lanciare una nuova crema miracolosa. Una sera Patience scopre accidentalmente un inquietante segreto sugli effetti collaterali del prodotto e viene eliminata per impedirle di parlare. Misteriosamente si risveglia con abilità soprannaturali legate al mondo felino e decide di usarle per fare giustizia, assumendo l’identità di Catwoman. Sullo sfondo, una storia d’amore con un detective e il confronto con la vera mente criminale dietro alla cospirazione.
Opinioni
Rivedere Catwoman dopo tanti anni è un’esperienza interessante. Il film è chiaramente un prodotto del suo tempo: uscito nel 2004, anni prima che il genere trovasse una formula vincente, soffre di tutti i problemi tipici dei cinecomic pre-MCU. Il personaggio non ha alcun legame con il Bruce Wayne/Batman dei fumetti: Gotham non viene mai nominata, e Patience Phillips non ha nulla a che fare con Selina Kyle della tradizione cartacea. È di fatto un personaggio originale che porta lo stesso nome e costume.
Il punto di forza principale è la caratterizzazione dei villain: George e Laurel Hedare sono una coppia in crisi in cui la moglie viene messa da parte per una donna più giovane, e questa dinamica aggiunge un livello di umanità che il film sfrutta meglio di quanto ci si aspetti. Halle Berry nel ruolo principale è impegnata e fisica, ma la sceneggiatura non le offre molto su cui lavorare.
Tecnicamente
Gli effetti visivi sono il punto debole più evidente: le sequenze di Catwoman in movimento appaiono oggi molto datate e poco convincenti anche per i parametri del 2004. La regia di Pitof punta su un’estetica molto stilizzata con angolazioni estreme e tagli di montaggio rapidi, una scelta che non sempre funziona. Il film non è tecnicamente all’altezza delle produzioni DC e Marvel che sarebbero arrivate negli anni successivi, e questo si sente in modo evidente.
Il contesto storico del cinecomic
Catwoman esce quattro anni prima dell’Iron Man di Jon Favreau che avrebbe dato il via al MCU come lo conosciamo oggi. In quel periodo il genere supereroistico non aveva ancora trovato un linguaggio condiviso: ogni film era un esperimento a sé, con risultati che andavano da Batman Begins di Nolan fino ad alcuni disastri commerciali e critici. Catwoman rientra sfortunatamente in questa seconda categoria, pur con qualche intuizione interessante.
A chi è consigliato
Catwoman è un film per appassionati di storia del cinecomic e per chi vuole capire da dove viene il genere prima della sua standardizzazione. Non è adatto a chi cerca un film di supereroi nel senso moderno del termine. Vale la visione per Halle Berry e per la coppia di villain, ma con aspettative calibrate.
Conclusioni
Un esperimento interessante nel contesto storico in cui è stato prodotto, ma con troppi difetti per resistere al tempo. Un documento di un’epoca del cinecomic che non esiste più.
Voto: 5/10
