Wolfblood – Sangue di Lupo: il fantasy britannico per ragazzi sui metamorfi
Titolo: Wolfblood – Sangue di Lupo
Nazione: Regno Unito
Anno: 2012
Con: Aimee Kelly, Bobby Lockwood
Genere: Fantasy, Soprannaturale, Teen drama
Network: CBBC (UK), Netflix (internazionale)
Stagioni: 5 (2012-2017)
Maddy, il suo segreto e il ragazzo che condivide la sua natura
Wolfblood – Sangue di Lupo e’ una serie televisiva britannica prodotta per il canale CBBC, destinata a un pubblico giovane, che affronta la figura del lupo mannaro in chiave teen drama. La protagonista e’ Maddy, un’adolescente che vive con la sua famiglia in un piccolo paese inglese nascondendo un segreto: appartiene a una razza di metamorfi chiamata Wolfblood, esseri in grado di trasformarsi in lupi. La vita di Maddy scorre tra la scuola e la famiglia, fino a quando l’arrivo di un nuovo compagno di classe con la stessa natura mette in moto una serie di eventi che complicano la sua quotidianita’. Nel frattempo la sua migliore amica inizia a sospettare che qualcosa non quadri.
La serie appartiene al filone del fantasy soprannaturale per ragazzi, un genere che nel corso degli anni Dieci ha trovato molto spazio sia in televisione che al cinema, anche sull’onda del successo di Twilight. Wolfblood si distingue pero’ dalla maggior parte di queste produzioni per la scelta di non costruire sottotrame romantiche eccessive attorno alla natura soprannaturale dei protagonisti.
Un fantasy per ragazzi che rispetta il suo pubblico
Il tono della serie e’ appropriato all’eta’ dei protagonisti e del pubblico a cui si rivolge: non ci sono elementi di violenza eccessiva, le trasformazioni vengono gestite con effetti visivi discreti per una produzione televisiva del budget disponibile, e la costruzione del segreto di Maddy segue una progressione che tiene la storia in movimento senza affrettare le rivelazioni.
Le prime tre stagioni sono disponibili su Netflix, il che rende la serie accessibile per chi volesse recuperarla. Una produzione onesta, nel suo genere.
Fonte: CBBC / Netflix, stagione 1 (2012). Recensione redatta nel luglio 2017.
