The Rocky Horror Picture Show: il cult musicale che ha trasformato il cinema in partecipazione
Titolo: The Rocky Horror Picture Show
Nazione: Regno Unito / USA
Anno: 1975
Regia: Jim Sharman
Con: Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Meat Loaf
Genere: Musical, Commedia, Horror
Distribuzione: 20th Century Fox
Una coppia, un castello e un extraterrestre travestito da scienziato pazzo
The Rocky Horror Picture Show e’ il film musicale del 1975 diretto da Jim Sharman, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale di Richard O’Brien, e diventato nel corso dei decenni uno dei cult cinematografici piu’ duraturi della storia. La storia inizia con una proposta di matrimonio: Brad e Janet, coppia di giovani americani convenzionali, si fermano in una notte di temporale davanti a un castello misterioso e decidono di chiedere riparo. All’interno trovano Frank-N-Furter, un travestito proveniente da Transsessuale, pianeta della galassia di Transylvania, intento a dare vita alla sua creazione: Rocky, un uomo costruito in laboratorio come oggetto di piacere. Da quel momento il film abbandona ogni pretesa di logica convenzionale e diventa qualcosa di inclassificabile.
La storia e’ solo il pretesto per una serie di numeri musicali, situazioni assurde e provocazioni culturali che, nel 1975, erano dirompenti: la sessualita’ in tutte le sue forme, il travestitismo, il desiderio come forza liberatoria, la critica alla rigidita’ dei ruoli di genere borghesi. Tim Curry come Frank-N-Furter e’ una delle interpretazioni piu’ iconiche della storia del cinema musicale.
Un cult che ha resistito a cinquant’anni di distanza
The Rocky Horror Picture Show non ha avuto un grande successo al momento dell’uscita, ma e’ diventato nel tempo un fenomeno culturale attraverso le proiezioni di mezzanotte, in cui il pubblico partecipava attivamente alla visione con costumi, battute e rituali collettivi. E’ una delle poche opere cinematografiche che e’ diventata uno spettacolo partecipativo, trasformando la sala in un palcoscenico.
Dal punto di vista tecnico la messa in scena e’ elaborata quanto basta per sostenere il registro teatrale: le canzoni sono il vero cuore del film, alcune memorabili ancor oggi. Non e’ un film per tutti i gusti, ma e’ un’opera che ha lasciato un segno profondo nella cultura pop e vale la visione anche solo per capire da dove vengono molte cose che diamo per scontate.
Fonte: 20th Century Fox, 1975. Tratto dalla commedia musicale di Richard O’Brien. Recensione redatta nell’ottobre 2017.
