Remake e reboot: perche’ Hollywood non riesce a smettere di riciclare le stesse storie
Categoria: Cinema, cultura generale
Anno di pubblicazione: 2016
Remake e reboot: due parole diverse per due problemi simili
Il remake e’ il rifacimento di un film esistente con un nuovo cast e spesso con aggiornamenti tecnici o narrativi. Il reboot e’ invece un azzeramento: si riparte dalle origini di un personaggio o di una saga, riscrivendone la storia da zero. I due fenomeni sono distinti ma spesso confusi, e negli ultimi anni hanno entrambi conosciuto una diffusione che ha generato stanchezza nel pubblico. Il caso di Lo Sguardo di Satana: Carrie e’ emblematico del remake: il film del 1976 di Brian De Palma era gia’ una pietra miliare del genere horror, e il rifacimento del 2013 non ha aggiunto nulla di significativo alla storia. Il caso di Fantastic 4 del 2015 mostra invece i limiti del reboot, quando un personaggio viene riscritto senza rispettare cio’ che il pubblico si aspetta da lui.
La crisi delle idee originali
La tendenza a riciclare materiale esistente e’ comprensibile dal punto di vista economico: un titolo conosciuto riduce il rischio commerciale perche’ porta con se’ un pubblico gia’ fidelizzato. Il problema e’ che il pubblico stesso comincia a riconoscere e a rifiutare questa strategia quando si fa troppo sistematica. I remake e i reboot migliori sono quelli che trovano qualcosa di genuinamente nuovo da dire sulla storia originale: il True Grit dei fratelli Coen, per esempio, o l’Uomo Ragno di Sam Raimi. I peggiori sono quelli che esistono solo per ragioni commerciali, senza una visione artistica autonoma. Sperare che l’industria cinematografica torni a investire sistematicamente su storie originali e’ legittimo, anche se la storia recente invita alla cautela.
Fonte: elaborazione originale. Consultato il 14 giugno 2026.
