Kung Fury: il cortometraggio che porta l’estetica anni Ottanta all’estremo
Titolo: Kung Fury
Nazione: Svezia
Anno: 2015
Regia: David Sandberg
Con: David Sandberg, Jorma Taccone, Steven Chew
Genere: Cortometraggio, Azione, Commedia
Piattaforma: YouTube (gratuito)
Trent’anni di estetica pop compressi in trenta minuti
Kung Fury e’ un cortometraggio svedese del 2015 finanziato tramite Kickstarter e diventato un piccolo fenomeno su YouTube, dove e’ disponibile gratuitamente. Il regista e protagonista e’ David Sandberg, che confeziona in una trentina di minuti un’operazione di revival estetico anni Ottanta portata all’estremo: film di kung-fu, videogiochi arcade, poliziotti senza paura, viaggi nel tempo, dinosauri e Adolf Hitler come villain finale. La trama, se cosi’ si puo’ chiamare, racconta di un poliziotto con abilita’ soprannaturali che deve sconfiggere il Fuhrer, determinato a conquistare il mondo con un esercito di nazisti e macchine da guerra.
Il punto di partenza e’ ovviamente assurdo, e il film ci scommette tutto. Ogni inquadratura e’ costruita per sembrare un VHS sgranato degli anni Ottanta, con glitch, distorsioni cromatiche, e una fotografia che imita i colori saturi dei film action di quel periodo. Il riferimento piu’ evidente nel nome e’ ai film di kung-fu di produzione asiatica degli anni Settanta e Ottanta, ma il corto abbraccia anche il linguaggio dei vecchi cabinati arcade, con una sequenza che porta letteralmente il protagonista all’interno di un videogioco.
Un omaggio genuino con qualche riserva
Kung Fury funziona soprattutto come operazione affettuosa nei confronti di un immaginario pop che molti spettatori riconoscono e amano. La densita’ di riferimenti e’ tale da rendere la visione un piccolo gioco di identificazione per chi e’ cresciuto con certi film, certe serie e certi videogiochi. E’ fatto con intelligenza e con evidente piacere da parte di chi lo ha realizzato, e questo si sente.
L’unica riserva riguarda la scelta di Hitler come villain principale. E’ una decisione comprensibile nella logica del “villain piu’ riconoscibile e piu’ estremo possibile”, ma in un prodotto pubblico e’ lecito chiedersi se sia necessaria, considerando le atrocita’ storiche reali a cui il personaggio e’ legato. Si tratta di una sensibilita’ che ognuno valuta a modo suo, ma vale la pena segnalarla. Detto questo, il corto rimane un piccolo lavoro artigianale ben riuscito, realizzato con un budget ridotto e disponibile gratuitamente, anche con doppiaggio amatoriale in italiano.
Fonte: YouTube, Kung Fury (2015), regia di David Sandberg. Recensione redatta nel febbraio 2018.
