QUESTA TRASMISSIONE NON HA UN NOME RECENSIONE

Posted on 13 Gen 2017 in Attualità, Cinema, Tecnologia, Televisione


 

Titolo: Questa trasmissione non ha un nome

Nazione: Italia

Anno: 2016

Condotto da: C.Girardi, S.Gusella

 

INTRODUZIONE

Alcune trasmissioni contengono importanti citazioni alla cultura “nerd” fin dal titolo.

Anche questo programma non fa eccezione, vediamo il motivo.

STRUTTURA

Questa trasmissione non ha un nome è un podcast che tratta di cinema e serie tv.

Il nome stesso è una sfiziosa citazione a Game of Thrones e in particolare ad una batttuta pronunciata dal personaggio di Arya Stark: “Questa ragazza non ha un nome.

In ogni puntata i due giovanissimi conduttori “recensiscono” alcuni film e serie tv in maniera del tutto personale.

Dopo l’introduzione di rito si passa al vero nocciolo della trasmissione, con la rubrica “Pillola rossa, pillola blu”, citazione alla prima pellicola della trilogia di Matrix, che contiene la vera e propria recensione del “prodotto” cinematografico o televisivo e un parere sulla visione.

Trattandosi di una trasmissione iniziata da pochissimo, con solo tre puntate all’attivo, per ora, la rubrica di posta è assente, mancando completamente il materiale.

OPINIONI

Apprezzo Questa trasmissione non ha un nome, più che altro perché si tratta sicuramente di un podcast molto interessante.

Si nota abbastanza l’inesperienza dei conduttori che, comunque, hanno già avuto modo di farsi conoscere attraverso un’altra rubrica in una trasmissione precedente, sotto il nome di “Dos Muchachos”, questo è il loro primo progetto “da solisti”, staccati da un contesto più ampio, con un format tutto loro.

TECNICAMENTE

Il podcast è di qualità spiccatamente amatoriale, quindi con un livello tecnico non eccellente.

Il supporto tecnico è quello di un podcaster più o meno esperto, perciò le difficoltà tecniche vengono superate con una certa facilità.

Le prime due puntate sono già disponibili in una playlist a parte, mentre la terza è ascoltabile con un po’ di “lavoro”.

CONCLUSIONI

Un progetto molto interessante che rappresenta anche una sorta di “guida alla visione”.

Disponibile in playlist o, nel caso della terza puntata, sul sito del progetto Runtime Radio, all’interno della programmazione di ieri.


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MARTE RECENSIONE

Posted on 11 Gen 2017 in Attualità, Cultura, Tecnologia, Televisione


Titolo: Marte

Nazione: USA

Anno: 2016

Regia: K.Wakefield

Con: B.Cotton, C.Poidatz

INTRODUZIONE

Fin dai tempi più antichi l’uomo ha sempre osservato le stelle, prima per chiedere aiuto a varie divinità, poi chiedendosi se siamo soli nell’universo e se possa esistere la vita su altri pianeti.

Una domanda molto importante, collegata a quest’ultima è se sia possibile o meno la vita umana su altri pianeti.

Vediamo questo originale ed audace esperimento che si propone di tentare, a modo suo, di rispondere a tale interrogativo.

STRUTTURA

Marte è una docuserie che affronta il viaggio di un gruppo di un gruppo di coraggiosi astronauti sulla superficie del Pianeta Rosso.

Anno 2033, le numerose esplorazioni spaziali hanno portato risultato abbastanza incoraggianti da spingere un nuovo ente governativo, l’IMSF, ad organizzare la prima missione spaziale marziana con equipaggio umano a bordo.

Sarà un viaggio lungo e difficile, per il quale alcuni di loro pagheranno un prezzo molto più alto del semplice denaro.

OPINIONI

Marte è una docuserie e come tale si compone di due parti ben distinguibili tra loro: la sezione ambientata nel 2016 è molto verosimile, di tipo documebtaristico e probabilmente tiene conto delle reali scoperte e ricerche tuttora in corso per permettere all’uomo di raggiungere quel pianeta.

La parte che prende avvio nel 2033, invece, è quella più fantascientifica ma sempre molto “ancorata alla realtà”, perché, qualche volta, si focalizza perfino sulle difficoltà di adattamento del nostro organismo al nuovo contesto ambientale, non risparmiando anche scene drammatiche e forti, soprattutto per quello che riguarda un dato personaggio.

TECNICAMENTE

Pur essendo una docuserie idealmente divisa in due parti Marte mantiene un livello tecnico molto buono, soprattutto tenendo conto che bisogna fondere due approcci diversi, quello del documentario e quello della serie tv.

I due aspetti rimangono, ovviamente, separati, ma sono entrambi ottimamente gestiti, almeno dal mio punto di vista.

CONCLUSIONI

Un ottimo esperimento narrativo per raccontare qualcosa che forse, un giorno, i nostri discendenti saranno in grado di vedere e di sperimentare personalmente.

 


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L’OCCHIO DEL BEHOLDER RECENSIONE

Posted on 03 Gen 2017 in Tecnologia, Videogiochi


Titolo: L’Occhio del Beholder

Nazione: Italia

Anno: 2013

Condotto da: G.Saso

INTRODUZIONE

I videogiochi sono un mezzo potente, attraverso il quale si può anche avere l’illusione di creare e controllare un proprio mondo. Esiste un particolare genere videoludico che permette specificatamente questo tipo di esperienza: i giochi di ruolo, proprio ciò di cui tratta questa trasmissione.

STRUTTURA

L’Occhio del Beholder è un podcast sui videogiochi di ruolo che, in ogni puntata, affronta l’analisi di un particolare sottogenere o argomento relativo a questo vasto e complesso mondo virtuale.

La prima rubrica di ogni puntata, intitolata Colpo Critico, successiva ad una breve introduzione, entra nel vivo dell’argomento trattato, a volte avvalendosi dell’aiuto degli ospiti “in studio.

Segue poi la rubrica Tiro Salvezza, che analizza aspetti positivi e negativi dei titoli proposti dal conduttore e dagli eventuali ospiti.

Le ultime due rubriche, L’Antro di Cora e Level Up, dipendono, rispettivamente dalla disponibilità di mail o commenti e dal tempo impiegato per la trattazione dell’argomento principale.

OPINIONI

Pur non essendo un giocatore di RPG,o GDR, come vengono comunemente chiamati i giochi di ruolo, devo ammettere che L’Occhio del Beholder è un podcast abbastanza interessante.

Si tratta forse di una di quelle trasmissioni tramite la quale il grande pubblico può sviluppare un interesse per un determinato argomento e di conseguenza approfondirlo.

TECNICAMENTE

Il livello tecnico di questo podcast è molto buono, sicuramente molto meglio di quelli registrati in diretta che, a causa di questo, possono riscontrare problemi anche abbastanza fastidiosi.

La cadenza mensile della trasmissione consente di recuperare le puntate con molta più calma.

È presente, per la verità, anche una puntata live, lo speciale natalizio, stranamente di buon livello qualitativo rispetto ad altri esperimenti di questo tipo che utilizzano strumenti come Skype, Google Hangout o simili, che possono creare difficoltà durante la live o la registrazione.

CONCLUSIONE

Un programma molto divertente, anche se maggiormente adatto agli appassionati del genere che ai neofiti.

Recuperabile online sulla pagina del progetto Runtime Radio e sull’audio-player Spreaker.

 

 


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LA CONTESSA NERA RECENSIONE

Posted on 12 Dic 2016 in Tecnologia


Titolo: La Contessa Nera

Nazione: Italia

Anno: 2016

Con: Paranormal Zine

 

INTRODUZIONE

A volte, nella storia umana, capita di venire a conoscenza di fatti e personaggi talmente atroci e feroci da far rabbrividire, generando nella mente di chi ascolta questa storia un’incredulità tale da far pensare che questi non possano essere reali.

Questa nuova produzione è ispirata a una di tali figure, forse definibile come una delle prime assassine della storia.

STORIA

La Contessa Nera è una webserie ispirata alla figura di Erzbeth Bathory, nobildonna nota anche come la Contessa Dracula che, ossessionata dall’idea dell’eterna giovinezza, uccise oltre seicento ragazze.

La serie segue gli ultimi periodi di vita della donna, ormai prigioniera nella torre, in attesa della sua fine.

OPINIONI

Ho iniziato da pochissimo a seguire La Contessa Nera, devo ammettere di trovarla una webserie abbastanza inquietante ed incredibile, nel senso letterale e negativo del termine.

Non credevo che questa figura fosse realmente esistita e devo dire che, ancora adesso, sembrerebbe più una strega o un personaggio da film horror, eppure so per certo che non lo è o almeno non solo, dal momento che è possibile recuperare su Internet parecchio materiale su questa figura, compresi alcuni documentari.

TECNICAMENTE

Questa webserie ha un impianto tecnico molto particolare, pur essendo realizzata, ovviamente, con mezzi amatoriali: le puntate sono molto brevi, anche se di durata variabile, realizzate in bianco e nero, con un montaggio che sovrappone il racconto della Contessa ad alcune immagini molto particolari e non sempre comprensibili.

Quello che lascia interdetti è il racconto stesso, nel quale le atrocità commesse dalla donna e in parte anche dal padre sono narrate in modo molto freddo e crudele, quasi distaccato.

CONCLUSIONI

Un prodotto horror molto particolare, crudo e cattivo come il personaggio al quale si ispira.

Forse non eccessivamente adatto a spettatori particolarmente sensibili.

 


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IL PODCAST DEGLI AVVENTURIERI RECENSIONE

Posted on 09 Dic 2016 in Attualità, Tecnologia, Videogiochi


Titolo: Il Podcast degli Avventurieri

Nazione: Italia

Anno: 2015

Condotto da: J.Clement

INTRODUZIONE

Non capita spesso di avere le capacità necessarie per giudicare con distacco un’opera autoprodotta.

Spesso, infatti, si può incorrere nel rischio di essere talmente presuntuosi da credere di aver fatto le cose in modo perfetto.

A volte, però, riguardandosi indietro, si trova il coraggio di fare un po’ di autocritica.

STRUTTURA

Il Podcast degli Avventurieri è una trasmissione pseudo-radiofonica autoprodotta che si propone di recensire avventure grafiche, con uno stile abbastanza semplice, seppure a volte un po’ impacciato.

In ogni puntata viene affrontata un’avventura, scomposta nei suoi singoli aspetti: trama, grafica, enigmi, interfaccia, sonoro, conclusioni, prendendo in prestito tale organizzazione da un vecchio sito di avventure grafiche, ormai non più attivo.

OPINIONI

Giudicando questa trasmissione in modo distaccato “dal difuori” posso dire che Il Podcast degli Avventurieri soffre, forse, di qualche “pecca tecnica”, dovuta alla poca esperienza e a un po’ di “timidezza”.

Tutto sommato devo dire che, rispetto alle prime puntate, si nota una maggiore esperienza e confidenza con i mezzi a disposizione che, sicuramente, aumenterà con il passare del tempo.

TECNICAMENTE

Come già accennato le prime puntate di questa trasmissione non sono le migliori dal punto di vista tecnico, in particolare per quanto riguarda la qualità del suono.

Ciò è giustificato unicamente dal fatto che, inizialmente, non disponevo di un microfono, ma dalla seconda/terza puntata la situazione è molto migliorata.

Dalla quarta stagione, poi, sono state introdotte anche le live sul canale della trasmissione, strumento utile per ricevere pareri, consigli e feedback dagli ascoltatori.

CONCLUSIONI

Un esperimento che, ormai, procede spedito da un anno, con stagioni molto ravvicinate e alti e bassi qualitativi, soprattutto negli ultimi tempi, relativi principalmente a difficoltà di montaggio.

Rimanete sintonizzati sul canale YouTube omonimo e partecipate numerosi allo speciale natalizio.

 

 


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IL BURATTINAIO RECENSIONE

Posted on 21 Nov 2016 in Tecnologia, Televisione


Titolo: Il Burattinaio

Nazione: Italia

Anno: 2016

Regia: S.Serafini

Con: S.Serafini, E.Tosi

INTRODUZIONE

Siamo ormai quasi nel 2017 e il web è diventato ormai da anni il nuovo mezzo attraverso il quale giovani registi ed artisti emergenti e di talento, con una storia da raccontare, possono diffondere le proprie opere, sperando di raggiungere il maggior numero di persone possibile.

Vediamo come questo concetto è stato applicato per la realizzazione di un nuovo prodotto.

STORIA

Il Burattinaio è una webserie horror che nasce nell’ambito del “progetto” YouTube Horror Story e racconta la storia di Sebastian, un ragazzo che un giorno trova dei vecchi appunti del padre, relativi ad indagini per omicidi commessi da un serial killer noto come Il Burattinaio.

In un secondo momento Sebastian farà amicizia con Elisabeth e insieme i due cercheranno di far luce su questa inquietantissima vicenda.

OPINIONI

Apprezzo molto Il Burattinaio, la ritengo una webserie molto interessante e con alcune peculiarità che la rendono un prodotto difficilmente paragonabile ad altri presenti su Internet: prima di tutto il titolo del progetto che, come già detto è YouTube Horror Story rende manifesta fin da subito la volontà di rifarsi, almeno in parte, ad una popolare serie televisiva degli ultimi anni, ovvero American Horror Story, ormai giunta alla sua sesta stagione, in secondo luogo ogni puntata termina con una scelta che lo spettatore può compiere aprendo la scheda del video tramite il pulsante “i”, presente in alto a destra e selezionando l’opzione desiderata.

La più votata sarà l’elemento che darà inizio alla puntata successiva, ad esempio, nell’ultima puntata pubblicata la scelta è questa:  Elisabeth e Sebastian udirono un movimento alle loro spalle.

 

1) Appare Il bambino incontrato prima con in mano un carillon

2) Appare la donna col volto coperto di sangue con una frase incisa sul braccio.

A voi la scelta!

TECNICAMENTE

Questa webserie presenta una realizzazione tecnica estremamente accurata, tramite “tavole”, ovvero disegni che sono fatti come quelli utilizzati per un fumetto o, più che altro, come le cosiddette “graphic novel”, realizzate, a quanto ho capito, dal “regista” stesso.

CONCLUSIONI

Una produzione pseudo-interattiva, che sfrutta l’onda della crescente diffusione di nuovi contenuti sulla Rete.

Sicuramente un buon modo, per i suoi realizzatori di attrarre nuovi iscritti sui loro canali.


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