ARQ: il loop temporale distopico di Netflix, fantascienza da camera senza fronzoli
Titolo: ARQ
Nazione: USA / Canada
Anno: 2016
Regia: Tony Elliott
Con: Robbie Amell, Rachael Taylor
Genere: Fantascienza, Thriller
Piattaforma: Netflix
Un bunker, un loop temporale e nessuna via d’uscita
ARQ e’ un film di fantascienza Netflix del 2016 scritto e diretto da Tony Elliott, costruito attorno al tema del loop temporale. La storia e’ ambientata in un futuro distopico in cui la Terra e’ diventata quasi inabitabile a causa di una catastrofe ambientale: l’aria e’ tossica, le risorse scarseggiano, e la maggior parte della popolazione sopravvive nei margini di un mondo controllato da grandi corporazioni. Ren e Hanna sono una coppia rifugiata in un bunker, dove Ren sta lavorando a un dispositivo energetico sperimentale chiamato ARQ. Una notte vengono svegliati dall’intrusione di un gruppo armato, e da quel momento i due si ritrovano intrappolati in un anello temporale: la stessa sequenza di eventi si ripete, ogni volta con leggere variazioni, e solo Ren sembra accorgersene.
Il meccanismo narrativo del loop e’ sfruttato in modo abbastanza classico: ogni iterazione rivela nuove informazioni, cambia le alleanze, complica il quadro. Il film ha il pregio di essere ambizioso nonostante un budget evidente e uno spazio fisico quasi totalmente limitato agli interni del bunker.
Un film di fantascienza a basso budget con qualche lacuna
ARQ e’ un esempio di fantascienza da camera, il tipo di produzione che supplisce alla mancanza di risorse con un’idea narrativa solida. Il loop temporale regge come struttura, e le variazioni tra un ciclo e l’altro mantengono un interesse sufficiente per tutta la durata. Le interpretazioni di Robbie Amell e Rachael Taylor sono convincenti nel contesto di un film che chiede loro di portare la quasi totalita’ del peso narrativo.
I limiti sono quelli che si intuiscono dall’impostazione: la costruzione del mondo distopico rimane vaga, il contesto storico e politico e’ accennato senza essere mai sviluppato, e alcuni nodi narrativi vengono lasciati aperti in modo non del tutto soddisfacente. Non e’ un film da cui aspettarsi spettacolarita’ visiva, ma per chi ama la fantascienza concettuale a basso budget vale una visione.
Fonte: Netflix, settembre 2016. Recensione redatta nell’ottobre 2017.
