Cursed, la rivisitazione arturiana di Netflix con Katherine Langford
Titolo: Cursed
Ideatori: Tom Wheeler, Frank Miller
Con: Katherine Langford, Devon Terrell, Gustaf Skarsgard, Peter Mullan, Daniel Sharman
Stagioni: 1 (10 episodi, 2020)
Disponibile su: Netflix
Il ciclo arturiano visto da Nimue
Il mito di Re Artu e della Tavola Rotonda e’ uno dei grandi serbatoi narrativi della cultura occidentale, e ogni generazione ne produce la propria versione. Cursed sceglie un punto di vista inedito: quello di Nimue, la giovane destinata a diventare la Dama del Lago, qui reimmaginata come protagonista attiva invece che semplice dispensatrice di spade. Dopo la morte della madre, uccisa dai feroci Paladini Rossi, i fanatici religiosi che perseguitano il popolo magico dei Fey, Nimue si trova a dover consegnare un’antica e potente spada al mago Merlino. Il suo viaggio la mettera’ in contatto con un giovane mercenario di nome Artu, che i lettori del fumetto riconosceranno nelle vesti del futuro re leggendario.
La serie e’ tratta dall’omonima graphic novel di Tom Wheeler e Frank Miller, il creatore di Sin City, che e’ anche co-sceneggiatore dell’adattamento. Questa origine si sente: i finali di episodio e alcuni stacchi narrativi si aprono su illustrazioni dal forte impatto grafico che rimandano esplicitamente alla fonte disegnata, un elemento stilistico originale che distingue Cursed da altri fantasy televisivi. Katherine Langford, gia’ nota al pubblico di Netflix per il ruolo di Hannah Baker in Tredici, costruisce un personaggio con una propria autonomia, lontano dall’adolescente tormentata che l’aveva resa celebre.
Un fantasy imperfetto ma con una sua identita’
Cursed ha ricevuto recensioni miste: i detrattori hanno puntato il dito sulla CGI non sempre convincente e su alcune riscritture dei personaggi tradizionali che possono risultare disorientanti per chi conosce bene il ciclo bretone. Le critiche non sono del tutto infondate, ma il tono della serie, che mescola formazione, azione e tematiche politiche come il fanatismo religioso e la violenza di Stato, le conferisce una sua coerenza. Una volta accettata l’idea che Artu, Merlino e gli altri siano versioni di origini piuttosto diverse da quelle canoniche, la storia guadagna in interesse.
La serie si e’ conclusa dopo una sola stagione senza rinnovo da parte di Netflix, lasciando diversi archi narrativi aperti. Un epilogo frustrante per chi si e’ affezionato ai personaggi, ma il materiale disponibile vale la visione per gli appassionati del genere.
Fonte: Movieplayer, Sorrisi e Canzoni, Il Cineocchio, consultati il 6 giugno 2026
