La Bottega dei Suicidi: il film d’animazione francese che usa l’umorismo nero per celebrare la vita
Titolo: La Bottega dei Suicidi (Le Magasin des Suicides)
Nazione: Francia / Canada / Belgio
Anno: 2012
Regia: Patrice Leconte
Voci italiane: Pino Insegno, Francesca Izzo
Una famiglia che vende gli strumenti per farla finita
La Bottega dei Suicidi e’ un film d’animazione francese di Patrice Leconte tratto dall’omonimo romanzo di Jean Teule, ambientato in una citta’ immaginaria dove la depressione collettiva ha raggiunto livelli tali da spingere il comune a regolamentare i suicidi per evitare episodi in luoghi pubblici. La famiglia Tuvache gestisce da generazioni una bottega specializzata in tutto cio’ che serve per togliersi la vita, dal veleno alla corda, con un catalogo vasto e un servizio attento alle necessita’ dei clienti. La vita della famiglia cambia con la nascita di Alan, terzo figlio, che al contrario dei genitori e dei fratelli e’ stranamente felice e determinato a diffondere questa felicita’ intorno a se’.
Umorismo nero che non glorifica la morte
La Bottega dei Suicidi usa il tema del suicidio con lo stesso approccio della Famiglia Addams o di certi film di Tim Burton: la morte come elemento di normalizzazione comica, mai glorificata ne’ banalizzata, ma usata come dispositivo satirico per parlare di qualcos’altro, in questo caso la depressione come malattia sociale e la forza contagiosa della gioia. Il film fu al centro di polemiche in Francia per le tematiche trattate, ma chi lo vede nel suo contesto capisce che il messaggio e’ opposto a quello che temevano i censori: il film celebra la vita, non la morte. La fotografia gioca sul contrasto tra la citta’ grigia e la bottega colorata come un paradosso visivo perfettamente calcolato.
Fonte: IMDb, scheda del film; distr. francese. Consultato il 15 giugno 2026.
