Speechless: la disabilita’ raccontata con ironia e senza retorica
Titolo: Speechless
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: Minnie Driver, Micah Fowler, Mason Cook, Kyla Kenedy, John Ross Bowie
Genere: Commedia
Network: ABC
Una famiglia, un figlio, un quartiere che non si aspettava loro
Speechless e’ una serie tv americana che racconta la vita caotica e sorprendentemente divertente della famiglia DiMeo: una madre iperprotettiva e combattiva, un padre disoccupato che cerca di tenere tutto insieme, due figli alle prese con i normali problemi dell’adolescenza, e JJ, il figlio maggiore affetto da paralisi cerebrale, costretto a comunicare attraverso un dispositivo laser puntato su una tavola di lettere. La serie debutta su ABC nel 2016 con una premessa che, sulla carta, potrebbe sembrare pesante da gestire in chiave comica, e invece si rivela subito qualcosa di raro: una storia che affronta la disabilita’ senza paura di ridere, senza la lacrima facile e senza trasformare il protagonista in un simbolo da compiangere.
I DiMeo si trasferiscono in un nuovo quartiere scelto quasi esclusivamente per la qualita’ della scuola per JJ, come e’ sempre accaduto in ogni citta’ in cui hanno vissuto. Il meccanismo si ripete, ma questa volta qualcosa e’ diverso: tra i nuovi vicini, a scuola, nella quotidianita’, emergono piccoli e grandi scontri su come trattare una persona disabile, e la serie li affronta con una franchezza che non concede nulla alla retorica.
Il tono giusto per un argomento difficile
Quello che colpisce di piu’ in Speechless e’ proprio il tono. La disabilita’ viene mostrata come parte della vita, con le sue frustrazioni, le sue assurdita’ burocratiche, i suoi momenti di tenerezza, ma sempre attraverso il filtro di una scrittura brillante che non si prende mai troppo sul serio. JJ non e’ un personaggio che esiste per commuovere: ha carattere, ha senso dell’umorismo, ha desideri propri, e la serie lo tratta come tale.
La recitazione si adatta a questa visione: senza la possibilita’ di parlare, Micah Fowler costruisce il suo personaggio tutto attraverso sguardi, espressioni e i brevi messaggi trasmessi dal dispositivo, letti ad alta voce dal suo assistente. E’ una scelta che costringe il pubblico a un’attenzione diversa, piu’ lenta, piu’ fisica, e che rende ogni scena in cui JJ “prende parola” qualcosa di genuinamente efficace. Speechless dimostra che si puo’ affrontare un tema serio senza trasformarlo in un peso.
Fonte: ABC, stagione 1 (2016). Recensione redatta nel febbraio 2018.
