A Scanner Darkly: la rotoscopia al servizio di un thriller sulla perdita di identita’
Titolo: A Scanner Darkly
Nazione: USA
Anno: 2006
Regia: Richard Linklater
Con: Keanu Reeves, Winona Ryder, Robert Downey Jr., Woody Harrelson, Rory Cochrane
Genere: Fantascienza, Animazione rotoscopica, Thriller
Distribuzione: Warner Independent Pictures
Un agente di polizia sotto copertura che perde se stesso
A Scanner Darkly e’ il film di Richard Linklater del 2006, tratto dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick del 1977. La storia e’ ambientata in un futuro prossimo in cui una droga chiamata Sostanza D sta devastando ampie fasce della popolazione. Bob Arctor e’ un agente di polizia sotto copertura incaricato di infiltrarsi in una rete di spacciatori, ma la vita nella clandestinita’ lo trascina nell’uso della stessa droga che dovrebbe combattere. La spirale di dipendenza e il progressivo deterioramento cognitivo che ne segue lo portano a perdere il senso della propria identita’, fino al punto in cui non riesce piu’ a distinguere tra il se stesso agente e il se stesso tossicodipendente.
Il romanzo di Dick era in parte autobiografico: l’autore l’aveva scritto dopo aver attraversato un periodo di dipendenza, e in appendice aveva dedicato il libro agli amici persi durante quegli anni. Il film conserva questa amarezza di fondo.
La rotoscopia come linguaggio per una storia fuori dalla realta’
La scelta tecnica di Linklater e’ quella che distingue immediatamente questo film da qualsiasi altro: A Scanner Darkly e’ stato girato con attori in carne ed ossa e poi completamente ridisegnato con la tecnica della rotoscopia, sovrapposta ai frame del girato digitale. Il risultato e’ un film che sembra animato ma che mantiene le sfumature interpretative degli attori reali. E’ una scelta che non e’ puramente estetica: in un film sulla perdita di identita’ e sulla difficolta’ di distinguere il reale dall’artificiale, girare in un formato che non e’ ne’ completamente reale ne’ completamente animato ha una sua coerenza profonda.
Un film che divide ma che non si dimentica facilmente, soprattutto per chi apprezza Philip K. Dick.
Fonte: Warner Independent Pictures, 2006. Tratto dal romanzo di Philip K. Dick. Recensione redatta nell’agosto 2017.
