Canto di Natale: perche’ il racconto di Dickens torna al cinema ogni anno da 120 anni
Opera originale: Canto di Natale (A Christmas Carol)
Autore: Charles Dickens
Anno: 1843
Primo adattamento cinematografico: 1901
Versioni notevoli: Scrooge (1951), The Muppet Christmas Carol (1992), A Christmas Carol con Jim Carrey (2009)
Il racconto di Dickens che non smette di tornare al cinema
Canto di Natale di Charles Dickens, pubblicato nel 1843, e’ probabilmente il testo natalizio piu’ adattato nella storia del cinema e della televisione. La storia e’ quella di Ebenezer Scrooge, uomo d’affari avaro e cinico che nella notte della Vigilia riceve la visita del fantasma del suo defunto socio Jacob Marley, che gli annuncia l’arrivo di tre spiriti: quello del Natale Passato, del Natale Presente e del Natale Futuro. Attraverso queste visioni Scrooge rivede i momenti chiave della sua vita, comprende le conseguenze del suo egoismo e si trasforma in un uomo generoso. La storia e’ semplice ma efficace, e la sua struttura a tre atti con redenzione finale si presta a infinite variazioni.
Perche’ torna ogni anno
Canto di Natale e’ diventato un appuntamento fisso del Natale cinematografico non perche’ la storia cambi ma perche’ ogni adattamento porta qualcosa di specifico: il tono comico dei Muppet nel 1992, la computer grafica ipernaturalistica di Robert Zemeckis nel 2009, le versioni drammatiche in costume degli anni Cinquanta e Sessanta. La storia funziona perche’ il suo tema, il potere della redenzione e la capacita’ di cambiare anche a eta’ avanzata, e’ universale e non legato a nessun’epoca specifica. Dickens scrisse il racconto in poche settimane e lo pubblicizzava come un “Ghostly little book”, un piccolo libro di fantasmi, ma l’impatto culturale e’ stato enorme e permanente.
Fonte: Project Gutenberg, testo originale; IMDb, filmografia degli adattamenti. Consultato il 15 giugno 2026.
