Agatha All Along: recensione della serie Marvel con Kathryn Hahn
Titolo: Agatha All Along
Nazione: USA
Anno: 2024
Piattaforma: Disney+
Con: Kathryn Hahn, Joe Locke, Aubrey Plaza, Patti LuPone, Debra Jo Rupp
Episodi: 9
Introduzione
Dopo il successo di WandaVision nel 2021, il Marvel Cinematic Universe torna a esplorare il mondo delle streghe con Agatha All Along, serie che prende il titolo proprio dalla canzone diventata un cult nella serie precedente. Questa volta al centro della scena non c’è Wanda Maximoff ma la sua antagonista, la strega Agatha Harkness, interpretata da una straordinaria Kathryn Hahn. La promessa è quella di uno spin-off più oscuro, bizzarro e personale rispetto alla media delle produzioni Marvel degli ultimi anni. Ci riesce?
Trama
Agatha All Along racconta le vicende di Agatha Harkness dopo gli eventi di WandaVision. Privata dei suoi poteri e intrappolata in una sorta di incantesimo, la strega si ritrova a formare un improbabile gruppo di alleati per affrontare la Strada delle Streghe, un percorso magico e pericoloso attraverso il quale chi sopravvive può ottenere ciò che desidera. Tra i compagni di viaggio spicca un giovane misterioso di nome Billy, la cui identità nasconde un legame con il passato dell’MCU che i fan del fumetto riconosceranno presto. Il viaggio diventa quindi il pretesto per esplorare la mitologia delle streghe Marvel e costruire qualcosa di più ampio.
Opinioni
A differenza di molte produzioni Marvel degli ultimi anni, Agatha All Along ha il coraggio di essere qualcosa di diverso. Il tono è più cupo, il ritmo è meno convenzionale e la serie si prende il tempo per costruire i propri personaggi invece di correre verso il prossimo crossover. Kathryn Hahn è semplicemente perfetta nel ruolo: magnetica, ironica, capace di passare dal grottesco al drammatico senza mai perdere credibilità. Aubrey Plaza e Patti LuPone aggiungono spessore a un cast femminile di grande qualità.
È vero che la serie mostra alcuni difetti tipici della fase recente di Marvel: i primi episodi faticano a trovare il giusto equilibrio tra commedia e horror, e l’impressione iniziale è quella di un prodotto che sta cercando ancora la propria identità. La svolta arriva però nella parte centrale, quando la Strada delle Streghe diventa un percorso sempre più personale e le storie dei singoli personaggi acquistano peso emotivo reale.
Tecnicamente
Dal punto di vista produttivo la serie è curata, con scenografie che mescolano il gotico al surreale e una fotografia che sa essere claustrofobica quando serve. La regia nei singoli episodi varia per stile e qualità, con alcuni capitoli che brillano per inventiva e altri più convenzionali. La colonna sonora gioca un ruolo importante, con il tema musicale ricorrente che diventa quasi un personaggio a sé. I paragoni con Hocus Pocus che circolano online sono comprensibili per il tono generale, ma la serie ha ambizioni più profonde e un sottotesto emotivo che va al di là della commedia sulle streghe.
Il collegamento con WandaVision
Chi non ha visto WandaVision può comunque seguire Agatha All Along, ma perderà buona parte dei riferimenti e delle risonanze emotive. La serie presuppone una certa familiarità con i personaggi e con la mitologia stabilita nella serie precedente. Per chi invece ha amato WandaVision, Agatha All Along offre una prospettiva completamente diversa sugli stessi eventi e sui personaggi coinvolti, e questo è uno dei suoi punti di forza più interessanti.
A chi è consigliato
Agatha All Along è la scelta ideale per chi ama il fantasy oscuro, le atmosfere da Halloween e le storie con protagoniste femminili complesse. Gli appassionati dell’MCU che hanno resistito alla stanchezza da Marvel troveranno qui uno dei prodotti più originali degli ultimi anni. Chi si aspetta il classico action Marvel potrebbe invece restare deluso: questa è una serie di un altro registro, più lenta e più personale.
Conclusioni
Una serie piacevole e spesso sorprendente, che vale la visione per la performance di Kathryn Hahn e per il coraggio di percorrere strade meno battute rispetto alla media Marvel. Non è perfetta, ma ha personalità da vendere.
Voto: 7.5/10
