SMILE è in orbita: partita stamattina la prima missione spaziale congiunta tra Europa e Cina
Stamattina alle 5:52, mentre gran parte d’Europa dormiva ancora, dal Centro Spaziale di Kourou in Guyana Francese si è alzato il razzo Vega C. A bordo c’era SMILE, un satellite che rappresenta qualcosa di inedito nella storia dell’esplorazione spaziale: la prima missione scientifica sviluppata alla pari tra l’Agenzia Spaziale Europea e l’Accademia delle Scienze cinese.
Cinquantasette minuti dopo il decollo, il satellite è stato rilasciato a 706 chilometri di quota. Poco dopo, a terra, sono arrivati i primi dati di telemetria e si è confermata l’apertura dei pannelli solari. Missione riuscita.
Cosa significa SMILE
Il nome non è scelto a caso. SMILE è l’acronimo di Solar Wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer, ma c’è anche un’immagine dietro: secondo gli scienziati, le interazioni tra il vento solare e il campo magnetico terrestre disegnano, ai raggi X, qualcosa che assomiglia a un sorriso stilizzato attorno al pianeta. Un’armatura invisibile, come l’ha definita il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher: “Assisteremo a qualcosa di mai visto prima: l’armatura invisibile della Terra in azione.”
Il satellite studierà per tre anni le dinamiche tra il vento solare, le particelle emesse in continuazione dal Sole, e la magnetosfera terrestre, la bolla magnetica che ci protegge dalle radiazioni. Queste interazioni non sono mai state osservate nella loro interezza: finora si riusciva a misurare solo singoli punti, come sensori sparsi su una superficie enorme. SMILE offrirà per la prima volta una visione d’insieme, fotografando il sistema in tempo reale ai raggi X.
A cosa serve nella pratica
Non si tratta di pura curiosità scientifica. Quando il Sole emette una raffica di particelle particolarmente intensa, si generano le cosiddette tempeste geomagnetiche. Le conseguenze possono essere molto concrete: interruzioni delle telecomunicazioni, interferenze con i sistemi di navigazione GPS, danni ai satelliti in orbita e persino blackout nelle reti elettriche. L’aurora boreale che si vede dal nord Europa nelle notti più fortunate è uno degli effetti più spettacolari di questi fenomeni, ma non l’unico.
Capire meglio come funziona questo meccanismo significa poterlo prevedere con più anticipo, esattamente come si fa con le previsioni meteorologiche. SMILE contribuirà a costruire modelli più precisi di meteorologia spaziale, che oggi è ancora una scienza giovane e poco sviluppata rispetto all’impatto che questi fenomeni possono avere sulle infrastrutture tecnologiche del pianeta.
Il ruolo dell’Italia e del Vega C
Il lancio di questa mattina ha segnato anche un traguardo per l’industria spaziale italiana. Il Vega C, il razzo che ha portato SMILE in orbita, è costruito da Avio negli stabilimenti di Colleferro, vicino Roma. E questa missione, denominata VV29, è stata la prima in cui Avio ha assunto il ruolo di Launch Service Operator in piena autonomia, ovvero con la responsabilità completa del lancio commerciale.
“Il successo di oggi rappresenta una pietra miliare per Avio”, ha dichiarato l’amministratore delegato Giulio Ranzo. “Il lanciatore ha dimostrato ancora una volta le sue prestazioni e la sua flessibilità. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa importante missione scientifica.”
Il lancio era inizialmente previsto per il 9 aprile, ma era stato rinviato a causa di un problema tecnico su un componente del razzo scoperto dopo l’integrazione. Le verifiche successive hanno confermato l’idoneità al volo e la partenza è stata riprogrammata per oggi.
Un segnale oltre la scienza
SMILE è il risultato di oltre un decennio di lavoro. La collaborazione tra ESA e Accademia delle Scienze cinese è partita nei primi anni Dieci, ed è sopravvissuta ai cambiamenti geopolitici degli ultimi anni, alle tensioni commerciali, alle rivalità tecnologiche tra le grandi potenze.
“Smile è il risultato di oltre un decennio di lavoro, uno sforzo sia scientifico che ingegneristico”, ha detto Carole Mundell, responsabile del direttorato per la Scienza dell’ESA. “E dimostra anche l’importanza della cooperazione internazionale, perché fare le cose insieme porta a raggiungere obiettivi più grandi.”
In uno scenario in cui Europa e Cina faticano spesso a trovare terreni comuni, una missione scientifica condotta alla pari ha un significato che va oltre i dati che raccoglierà. Anche se Hu Haiying, membro dell’Accademia delle Scienze cinese, ha precisato che al momento non esistono altri programmi congiunti già pianificati tra le due realtà. Per ora SMILE resta un caso unico. Ma il satellite è appena partito, e tre anni sono lunghi.
Fonti: ANSA, Sky TG24, Il Messaggero, Astrospace.it – 19 maggio 2026
