Ave, Cesare!: i fratelli Coen nella Hollywood degli anni Cinquanta tra omaggio e parodia
Titolo: Ave, Cesare! (Hail, Caesar!)
Nazione: USA
Anno: 2016
Regia: Joel e Ethan Coen
Con: Josh Brolin, George Clooney, Alden Ehrenreich, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Channing Tatum
Genere: Commedia, Satirico
Distribuzione: Universal Pictures
Hollywood negli anni Cinquanta: produttore cerca attore scomparso
Ave, Cesare! e’ la commedia dei fratelli Coen del 2016, ambientata nella Hollywood degli anni Cinquanta. Il protagonista non e’ una star ma Eddie Mannix, produttore esecutivo di un grande studio cinematografico, il cui lavoro consiste nel risolvere i problemi prima che diventino scandali pubblici: attori con vizi segreti, gravidanze non pianificate, comportamenti inappropriati. Quando Baird Whitlock, la star principale del kolossal storico in produzione, viene rapito da un misterioso gruppo durante le riprese, Mannix si trova a gestire la crisi piu’ complicata della sua carriera, tre settimane prima della fine delle riprese e con milioni di dollari investiti.
I Coen usano la premessa del rapimento come pretesto per un affettuoso viaggio nell’immaginario della Hollywood classica: i kolossal storici con le legioni romane, i musical acquatici in stile Esther Williams, i western all’italiana, i drammi da salotto britannico. Ogni genere viene ricostruito con una fedeltà che e’ insieme omaggio e parodia.
Un film per cinefili che sa far ridere
Ave, Cesare! e’ un film che si gode su due livelli. Per chi conosce i generi cinematografici dell’epoca, ogni scena e’ ricca di citazioni precise che rendono la visione un piccolo gioco di riconoscimento. Per chi non ha quella conoscenza, il film funziona comunque come commedia leggera sul funzionamento caotico di un grande studio e sulle assurdita’ del mondo dello spettacolo.
Alden Ehrenreich come il cowboy Hobie Doyle, attore di western scritturato per un dramma da salotto per cui non ha alcuna competenza, e’ la performance piu’ sorprendente del cast. Josh Brolin porta Mannix con una solidita’ che tiene insieme un film volutamente frammentato.
Fonte: Universal Pictures, 2016. Recensione redatta nell’agosto 2017.
