Odissea di Nolan a un passo dal miliardo, ma la grecista che lo ha ispirato lo stronca
Titolo: Odissea (The Odyssey)
Nazione: USA, Gran Bretagna
Anno: 2026
Regia: Christopher Nolan
Con: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya, Lupita Nyong’o, Charlize Theron
Durata: 172 minuti
Poco meno di tre settimane dopo l’uscita, l’Odissea di Christopher Nolan ha superato i 911 milioni di dollari al botteghino mondiale e si prepara a entrare nel ristretto club dei film da un miliardo. Nello stesso arco di giorni, la studiosa la cui traduzione di Omero il regista aveva indicato pubblicamente come propria bussola ha firmato una delle stroncature piu’ dure che un blockbuster recente ricordi. Le due cose convivono da una decina di giorni, e insieme raccontano parecchio di che oggetto sia questo film.
Il primo lungometraggio girato interamente con le cineprese IMAX
Scritto, diretto e coprodotto da Nolan insieme a Emma Thomas attraverso la Syncopy per conto della Universal, il film e’ l’opera piu’ costosa della carriera del regista, con un budget dichiarato di 250 milioni di dollari investiti in un’epopea in costume senza supereroi e con un ricorso minimo agli effetti digitali. Matt Damon, alla terza collaborazione con Nolan e per la prima volta protagonista assoluto, interpreta Ulisse; Tom Holland e’ Telemaco, e attorno a loro ruota un cast che comprende Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya, Lupita Nyong’o e Charlize Theron. Le due ore e cinquantadue minuti coprono la caduta di Troia, il viaggio di ritorno e la crisi politica che intanto matura a Itaca. Il primato tecnico e’ quello che il marketing ha spinto di piu’: si tratta del primo lungometraggio girato per intero con cineprese IMAX in formato 15 perforazioni su 65 millimetri, dialoghi e primi piani compresi.
La scommessa ha pagato oltre le previsioni. Dopo un esordio mondiale da 263,7 milioni di dollari, il secondo fine settimana ha ceduto appena il diciotto per cento fermandosi a 215,3 milioni, e il terzo weekend americano si e’ chiuso attorno ai 51 milioni nonostante l’arrivo in sala di Spider-Man: Brand New Day. E’ il miglior terzo fine settimana della carriera di Nolan, sopra i 42,6 milioni raccolti dal Cavaliere oscuro nel 2008. Il contributo IMAX e’ arrivato a 140 milioni, cifra che ha reso il film il secondo piu’ veloce nella storia del circuito a superare i cento milioni dopo Avengers: Endgame, traguardo tagliato in dieci giorni. I quarantuno schermi IMAX in 70 millimetri sparsi per il mondo, formato prediletto dal regista, hanno da soli generato quasi 17 milioni e risultano esauriti fino a settembre. Mancano ancora all’appello Corea del Sud, Cina e Giappone, e per questo il sorpasso del miliardo e 80 milioni incassati a suo tempo da Il cavaliere oscuro: il ritorno, finora il titolo piu’ redditizio di Nolan, sembra ormai solo questione di settimane.
In Italia il film ha fatto qualcosa di ancora piu’ raro: nel secondo fine settimana ha incassato 10,6 milioni di euro, il sei per cento in piu’ rispetto al debutto, arrivando a superare i 28 milioni complessivi. Il traino ha coinvolto l’intero comparto, con un luglio da 43,5 milioni di euro che ha battuto il primato del 2011. I dati Cinetel raccontano anche un altro dettaglio curioso: allora gli spettatori erano 5,8 milioni, oggi 5,5, segno che bastano meno poltrone occupate per incassare di piu’.
La stroncatura arrivata da dove nessuno se l’aspettava
Durante il tour promozionale Nolan aveva raccontato a Empire di essersi lasciato guidare, nel costruire il suo Ulisse, dall’incipit della traduzione inglese firmata nel 2017 da Emily Wilson, docente di studi classici all’Universita’ della Pennsylvania: “Parlami di un uomo complicato”. L’omaggio non e’ stato ricambiato. In un lungo saggio uscito sulla London Review of Books, Wilson ha demolito il film accusandolo di superficialita’ e di aver mancato tutti i temi che rendono grande il poema, dal tempo alla memoria, dalla guerra al rapporto fra il ritorno glorioso del reduce e la vita di chi lo ha atteso. La struttura narrativa, secondo la studiosa, e’ tutta messinscena, i personaggi agiscono senza motivazioni credibili e la scrittura e’ pessima. La frase che ha fatto il giro delle redazioni e’ anche la piu’ netta: “Mi vergognerei di aver scritto anche solo una parte di questa sceneggiatura”.
Il giudizio stona con quello della critica cinematografica internazionale, che ha accolto il film con recensioni ampiamente favorevoli, attorno al novantasei per cento di gradimento su oltre trecento pareri raccolti da Rotten Tomatoes. Proprio per questo la stroncatura ha fatto rumore, ed e’ arrivata anche una difesa d’ufficio: Joyce Carol Oates ha attaccato Wilson sui social sostenendo che avrebbe usato il linguaggio rozzo dei sostenitori del movimento MAGA contro chi non la pensa come lei, e che da un traduttore ci si aspetterebbe piu’ considerazione verso chi lavora in buona fede. Nolan, al momento, non ha replicato.
Il dettaglio piu’ interessante sta pero’ nella coda del saggio, dove Wilson abbassa i toni e definisce l’uscita del film un evento da celebrare, ringraziando il regista per aver riportato la gente in sala e verso la lettura, con l’auspicio che il fenomeno convinca qualche dirigente universitario a non tagliare i dipartimenti di lettere e storia. Il timore ha un fondamento concreto: la sua traduzione ha superato il milione di copie vendute nel 2026 secondo l’editore W. W. Norton, e i prestiti digitali delle traduzioni omeriche sulla piattaforma Libby sono cresciuti del 217 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un film che si puo’ considerare tradimento del testo e allo stesso tempo il miglior ufficio stampa che Omero abbia avuto negli ultimi decenni: e’ una contraddizione che, a ben vedere, Ulisse avrebbe apprezzato.
Fonti: ANSA, Il Post, Sky TG24, Adnkronos, MYmovies, BadTaste, Cinefilos, Il Fatto Quotidiano, Rolling Stone Italia, Cinematografo. Dati aggiornati al 3 agosto 2026.
