iBoy: lo smartphone nel cervello come superpotere (e metafora)
Titolo: iBoy
Nazione: UK
Anno: 2017
Regia: Adam Randall
Con: Bill Milner, Maisie Williams
Piattaforma: Netflix
Uno smartphone nel cervello
iBoy e’ un film di fantascienza britannico prodotto per Netflix che porta all’estremo l’idea dello smartphone come estensione del corpo umano. Tom, adolescente londinese, viene colpito alla testa durante uno scontro a fuoco e si risveglia con frammenti del suo cellulare conficcati nel cervello. L’incidente gli conferisce la capacita’ di connettersi alle reti wireless, controllare dispositivi elettronici a distanza e accedere ai dati di qualsiasi smartphone nelle vicinanze. Con questi poteri Tom decide di regolare i conti con la gang che ha aggredito lui e la sua amica Lucy, interpretata da Maisie Williams. La trama segue il classico schema del supereroe di quartiere, ma lo contestualizza in modo efficace nella periferia londinese.
Critica tecnologica mascherata da action movie
Sotto la superficie del film d’azione si trova una riflessione, non pesante ma presente, sul rapporto tra i giovani e la tecnologia mobile. Il protagonista non ha scelto di fondersi con il suo smartphone: gli e’ capitato, e l’ironia e’ che questa condizione involontaria non e’ poi cosi’ diversa da quella di milioni di suoi coetanei. Il film non insiste su questo punto, preferendo mantenere un ritmo sostenuto, ma la metafora e’ leggibile. Gli effetti speciali usati per visualizzare le capacita’ di Tom sono funzionali piu’ che spettacolari, e la scelta di Maisie Williams in un ruolo diverso da quelli cui era abituata funziona. iBoy e’ un prodotto solido, pensato per il pubblico giovane ma non privo di spunti.
Fonte: Netflix, scheda ufficiale del film. Consultato il 14 giugno 2026.
