Adrian, la serie animata di Celentano tra ambizioni distopiche e critiche feroci
Titolo: Adrian
Ideatore e regista: Adriano Celentano
Voci: Adriano Celentano, Eleonora Rossi Drago
Rete: Canale 5
Anno: 2019, 1 stagione (6 episodi)
Milano 2068, un orologiaio contro la dittatura
Adrian e’ una serie animata ideata, diretta e interpretata vocalmente da Adriano Celentano. La storia e’ ambientata in una Milano del 2068 dominata da un regime totalitario che controlla la popolazione attraverso la tecnologia e sopprime ogni forma di dissenso. Il protagonista e’ Adrian, un umile orologiaio che decide di opporsi al sistema, diventando il simbolo della resistenza. La serie era stata annunciata e attesa per anni prima della sua messa in onda su Canale 5, accompagnata da uno show live serale con ospiti condotto dallo stesso Celentano.
L’uscita ha generato un dibattito mediatico di proporzioni inaspettate, e non nel senso migliore. Le critiche si sono concentrate su diversi fronti: la qualita’ tecnica dell’animazione, giudicata da molti molto al di sotto delle aspettative per un progetto atteso da anni, il ritmo narrativo lento, e alcuni dialoghi ritenuti fuori tempo. La regia, firmata da Celentano stesso, ha mostrato i limiti di una prima esperienza nel formato animato. Lo show live che accompagnava la messa in onda ha avuto un andamento irregolare, con un episodio sospeso in diretta e ripreso la settimana successiva in circostanze che hanno ulteriormente alimentato il clamore.
Un caso mediatico italiano
Al di la’ delle critiche piu’ feroci, Adrian rimane un caso televisivo italiano degno di analisi: e’ un progetto personale portato avanti con ostinazione da un artista di oltre ottant’anni, con ambizioni tematiche concrete sul rapporto tra tecnologia, potere e liberta’. Il fatto che l’esecuzione non sia stata all’altezza non cancella l’originalita’ dell’idea ne’ il coraggio di un progetto cosi’ fuori dagli schemi per la televisione italiana generalista. La serie e’ disponibile su Mediaset Infinity.
Fonte: Wikipedia, Movieplayer, Il Post, consultati il 6 giugno 2026
