Lo spazio che ci unisce: fantascienza romantica tra Marte e la Terra
Titolo: Lo spazio che ci unisce (The Space Between Us)
Nazione: USA
Anno: 2016
Regia: Peter Chelsom
Con: Asa Butterfield, Britt Robertson, Gary Oldman, Carla Gugino
Genere: Fantascienza, Romantico
Distribuzione: STX Entertainment
Un bambino nato su Marte che vuole vedere la Terra
Lo spazio che ci unisce parte da una premessa fantascientifica affascinante: una missione NASA verso Marte si complica quando una delle astronaute scopre di essere incinta durante il viaggio. La donna muore di parto, lasciando un figlio che cresce su Marte senza aver mai visto la Terra. Sedici anni dopo, Gardner, questo il suo nome, e’ un adolescente curioso e fuori dal comune, cresciuto in una base marziana, che ha sviluppato un’amicizia a distanza con una ragazza americana di nome Tulsa. Il suo unico sogno e’ incontrare il padre biologico e vedere con i propri occhi il pianeta di cui ha solo sentito parlare.
Il problema e’ fisico oltre che burocratico: il corpo di Gardner, formatosi in condizioni di bassa gravita’, e’ estremamente fragile e potrebbe non reggere alle condizioni terrestri. La NASA, che ha tenuto segreta la sua esistenza per anni, e’ riluttante a lasciarlo partire. Quando finalmente il ragazzo arriva sulla Terra, il film si trasforma in un road movie sentimentale, con Gardner che scopre un mondo completamente nuovo mentre cerca il padre e si innamora di Tulsa.
Una storia d’amore con la fantascienza come sfondo
Lo spazio che ci unisce e’ piu’ una storia romantica che un film di fantascienza, e funziona meglio quando non cerca di essere troppo rigoroso sul piano scientifico. L’idea che la NASA lasci partire per Marte una donna incinta senza accorgersene, e che poi nasconda l’esistenza del bambino per anni, e’ narrativamente necessaria ma non particolarmente credibile. Il film lo sa e non insiste troppo su questi aspetti, preferendo concentrarsi sull’elemento emotivo: la meraviglia di Gardner di fronte alle cose piu’ banali della vita terrestre, il cielo aperto, la pioggia, gli animali, il cibo.
Asa Butterfield porta il personaggio con la giusta dose di estraneita’ e candore, e il contrasto tra la sua prospettiva e quella degli altri personaggi regge bene per buona parte del film. Le scene ambientate su Marte, pur brevi, hanno una resa visiva convincente. Il risultato e’ un film gradevole, adatto soprattutto a chi ama le storie che mescolano fantascienza leggera e romanticismo, senza pretendere rigore scientifico.
Fonte: STX Entertainment, 2016. Recensione redatta nel gennaio 2018.
