The Warrior’s Gate: quando un videogioco diventa un film d’avventura
Titolo: The Warrior’s Gate
Nazione: Cina / Francia
Anno: 2016
Regia: Matthias Hoene
Con: Uriah Shelton, Sienna Guillory, Mark Chao
Un ragazzo, una reliquia e un mondo fantasy
The Warrior’s Gate e’ una coproduzione sino-francese che porta sullo schermo una storia di formazione ambientata tra la realta’ quotidiana americana e un universo fantasy ispirato alla Cina imperiale. Jack Bronson e’ un adolescente appassionato di videogiochi, in particolare di JRPG, che vive con la madre in una casa gravata dai debiti. Un giorno riceve in dono dal suo datore di lavoro una misteriosa reliquia che, attivandosi di notte, trasporta nel mondo reale una principessa e un guerriero provenienti dal videogioco che Jack adora. Per salvarla tocchera’ a lui entrare in quel mondo e affrontare il villain di turno. La premessa e’ dichiaratamente videoludica, e il film la sfrutta con coerenza.
Un omaggio ai giochi di ruolo giapponesi
Cio’ che distingue The Warrior’s Gate dalla media dei film d’avventura per ragazzi e’ la fedeltà con cui ricostruisce l’estetica dei JRPG: le sequenze di apertura e di chiusura riproducono l’interfaccia di un gioco di ruolo, completa di barra della vita, schermata di vittoria e grafica stilizzata tipica del genere. Chi ha trascorso ore su titoli come Final Fantasy o Dragon Quest riconoscera’ immediatamente questi riferimenti. Il film chiede allo spettatore di accettare le convenzioni del genere senza discuterle, ed e’ questo il patto narrativo da stringere per godersi la visione. Piu’ che un film sui videogiochi, e’ un film che ragiona come un videogioco, e in questo riesce a essere originale.
Fonte: IMDb, scheda del film. Consultato il 13 giugno 2026.
