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Se avete già letto almeno un libro di Michel Bussi, sapete esattamente cosa aspettarvi: una storia che sembra tranquilla nei primi capitoli, poi comincia ad accelerare, e a un certo punto non riuscite più a smettere di leggere. Gli assassini dell’alba, il suo ultimo romanzo per adulti pubblicato nel giugno 2025 da Edizioni E/O, non fa eccezione. Anzi, alza leggermente la posta aggiungendo qualcosa che nei suoi libri precedenti si intravedeva appena: una riflessione seria, quasi politica, sul passato coloniale francese.

Ma tranquilli, i colpi di scena ci sono tutti.


Un paradiso con un cadavere

Siamo in Guadalupa, dipartimento francese delle Antille, nell’aprile del 2024. Un’isola stupenda, fondali marini, foreste lussureggianti, spiagge da cartolina. Quella mattina il ricchissimo costruttore Jacob Santamaria sta nuotando vicino al suo yacht quando qualcuno lo raggiunge sott’acqua e lo trafigge con una fiocina. Il cadavere viene ritrovato sulla Scala degli Schiavi, uno dei luoghi simbolo dell’isola, con addosso un biglietto recante il nome di uno schiavo senegalese morto lì nel 1663. Non è un messaggio casuale.

Tocca al comandante di polizia Valéric Kancel indagare. Ed è un personaggio che Bussi costruisce con cura: uno chabin, pelle chiara, occhi azzurri, capelli biondi ma crespi, lineamenti africani, tornato sull’isola dopo vent’anni di esilio volontario in Normandia, giusto in tempo per assistere alla morte della madre. Kancel porta con sé il peso di chi ha sempre preferito ignorare le radici, e la Guadalupa glielo ricorda ad ogni passo.


Il veggente e il serial killer

L’omicidio di Santamaria è soltanto il primo. Ne seguono altri, sempre all’alba, sempre con una fiocina, sempre in luoghi carichi di memoria storica legata alla schiavitù. Il modus operandi è rituale, preciso, quasi coreografato. E la cosa più inquietante è che il vecchio Évariste, per i locali un quimboiseur, una sorta di sciamano, sembra sapere dove e come avverrà ogni omicidio prima che accada.

Kancel non crede alla magia. È un uomo di città, razionale, formato in Francia. Ma le visioni del vecchio si avverano ogni volta con precisione disarmante. Cosa fare? Affidarsi alla stregoneria caraibica o cercare un complice umano dietro le profezie? Il dubbio è il motore di tutta la storia, e Bussi lo coltiva con maestria per quasi quattrocento pagine.

Ad affiancarlo nelle indagini ci sono Jolène, spirito libero appena sbarcata sull’isola, e Amiel, poliziotto locale in crisi con la propria vita sentimentale. Un trio improbabile ma ben riuscito, che regala anche qualche momento di ironia in mezzo a tutto l’orrore.


Guadalupa come personaggio

Uno dei marchi di fabbrica di Bussi è l’uso del luogo come elemento narrativo vivo, non semplice sfondo ma vera e propria forza drammatica. Qui funziona benissimo. La Guadalupa che emerge dal romanzo è un posto in cui convivono bellezza e ferite aperte: è Europa (fa parte a tutti gli effetti della Francia), ma è anche Caraibi, con secoli di storia coloniale e schiavitù che non sono mai stati davvero elaborati. Il titolo stesso è tratto da una poesia di Aimé Césaire, il grande poeta e pensatore anticoloniale martinicano.

Non è una lezione di storia, Bussi è troppo furbo per fare la morale, ma è un thriller che sa dove è ambientato e usa quella consapevolezza per dare profondità alla vicenda. Le vittime vengono trovate in luoghi simbolo, i biglietti riportano nomi di schiavi dimenticati, e Kancel deve fare i conti con un passato che il suo Paese ha preferito rimuovere. Funziona.


Il solito Bussi, nel senso migliore

Chi conosce l’autore normando sa che “il solito Bussi” è un complimento. Ritmo vertiginoso, dialoghi serrati, personaggi credibili e mai piatti, una costruzione dell’intreccio chirurgica che rivela i pezzi al momento giusto, e un finale che ribalta tutto quello che credevi di aver capito. Anche qui, la formula regge.

Gli assassini dell’alba non è il suo libro più ambizioso, ma è uno dei più riusciti nell’equilibrio tra intrattenimento e sostanza. Se siete già fan, ve lo divorerete in pochi giorni. Se non avete ancora letto nulla di Bussi, questo, curiosamente, potrebbe essere un buon punto di partenza, anche se Ninfee nere resta il consiglio classico per i neofiti.


Gli assassini dell’alba
Michel Bussi
Edizioni E/O, giugno 2025
384 pagine – € 21,00
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca