La Freccia Azzurra, il classico natalizio dell’animazione italiana con Dario Fo’ e Lucio Dalla
Titolo: La Freccia Azzurra
Regia: Enzo D’Alo’
Voci: Dario Fo’, Lucio Dalla, Claudio Bisio
Paese: Italia, 1996, 82 minuti
Basato su: omonimo romanzo di Gianni Rodari (1954)
I giocattoli che si mettono in viaggio da soli
E’ la notte tra il 5 e il 6 gennaio, e Francesco, un bambino che vive con la nonna in una piccola casa, ha scritto alla Befana chiedendo un solo regalo: un trenino azzurro. Il signor Scarrafoni, avido proprietario del negozio di giocattoli, ha pero’ deciso che quell’anno i regali non si regalano, si vendono, e che la Befana non passera’ da chi non ha soldi. I giocattoli del negozio, pero’, non ci stanno: si animano nella notte, prendono il trenino azzurro e partono da soli per portarlo a Francesco. Il viaggio e’ lungo, pieno di imprevisti, e i giocattoli imparano lungo la strada qualcosa di importante sul coraggio e sulla solidarieta’.
La Freccia Azzurra e’ il secondo lungometraggio animato di Enzo D’Alo’, uno dei registi piu’ importanti dell’animazione italiana, ed e’ tratto dall’omonimo romanzo di Gianni Rodari del 1954. Il film e’ una produzione italiana di qualita’ elevata per gli standard dell’animazione nazionale dell’epoca, con un tratto morbido e un’attenzione alle ambientazioni invernali che conferisce alla storia un’atmosfera adatta al periodo natalizio. Il cast delle voci comprende nomi di rilievo: Dario Fo’ presta la voce alla Befana, Lucio Dalla interpreta Scarrafoni e Claudio Bisio e’ la voce del trenino.
Un classico italiano da riscoprire
La Freccia Azzurra e’ rimasta per anni difficile da recuperare, ma e’ oggi disponibile in streaming su diverse piattaforme. E’ un film che funziona per bambini ma che ha anche qualcosa da dire agli adulti, grazie alla morale sociale del romanzo di Rodari, sempre attuale: i regali non si comprano, si danno. Un titolo che merita di essere riscoperto, anche come esempio di quanto l’animazione italiana sapesse fare quando ci si metteva l’impegno.
Fonte: Wikipedia, MYmovies, Enciclopedia del Cinema Treccani, consultati il 6 giugno 2026
